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San Martino

L’11 novembre, si festeggia San Martino, quel soldato romano a cavallo che tagliò in due il suo mantello per darne una parte ad un mendicante semi svestito. Quella notte il soldato sognò Gesù che lo ringraziava e che gli restituiva la metà mancante del mantello, al suo risveglio Martino trovò il suo mantello integro.

Quando scende la sera, in questo periodo dell’anno verso le cinque del pomeriggio, i bambini con le loro famiglie si riuniscono e per commemorare il santo accendono le loro lanterne, camminano, cantano, recitano.

Quest’anno abbiamo costruito la lanterna alla scuola, io ed il Piccolo. Io cercavo di ritagliare, incollare, asciugare mentre lui contemporaneamente cercava di tranciare, scarabocchiare e svuotare l’intero tubetto di colla sul bel foglio di carta trasparente giallo e verde.

L’anno scorso faceva un freddo, ma un freddo che persino i tedeschi si sono lamentati ed hanno chiesto che la processione procedesse più velocemente verso la meta, ovvero il cortile della chiesa cattolica al centro del quale arde un bel fuoco e dove vengono offerte bevande calde e Brezel.

Questa festa è una consuetudine che trovo romantica, è l’unica processione a cui partecipo volentieri, senza automobili, quasi al buio perché le strade ed i parchi sono appena illuminati, con le luci delle lanterne sospese che ci guidano. La serata era piacevole questa volta, appena fredda. Ci siamo incantati intorno al fuoco mentre i musicisti suonavano le note oramai consuete.

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