Amici

- Pronto ?

- ...

- Pronto ?

- ...

- Non sento

- ...

- Chi ?

- ...

- (perplesso) Paolo ?!?!

- ...

- (sorpreso e contento) PAOLO !!! Ciao !! Come stai ?!?!

- ...

- Accidenti ! Da quanto tempo ! Sei sparito !

- ...

- Ma dove sei ?

- ...

- In Italia !?!?! Ma allora sei tornato !!!

- ...

- Ci sarai stato almeno due anni negli Stati Uniti, e ora che farai ?

- ...

- (sorpreso e divertito) In Australia ?!?! Ma quando ti fermerai da qualche parte ?

- ...

- (complice) E lo so, lo so, che non ti conosco !

- ...

- (a disagio) Io ? Lavoro in un ufficio

- ...

- Si, sempre lo stesso

- ...

- (triste) E lo so, ma mi sono dovuto un po’ adattare con papà che ... (si interrompe)

- ...

- (a disagio) No, non mi sono sposato

- ...

- No, non ce l’ho

- ...

- (sollevato ed entusiasta) Certo che ci vediamo, ci mancherebbe, altrimenti chissà quando ti rivedo !

- ...

- (perplesso) Giovedì sera ? Domani, quindi ...

- ...

- Certo, va bene

- ...

- Al centro

- ...

- (divertito) Si che mi ricordo !

- ...

- (ironico) Quel locale dove andavamo con i tuoi amici ... piccolo, rumoroso, fumoso ... sempre stretti e scomodi su quel tavolini

- ...

- Certo che ci divertivamo parecchio ! Però facevamo anche bei casini

- ...

- (sicuro) Ma figurati, non ce n’e’ bisogno, ho la macchina e vengo lì direttamente dopo il lavoro

- ...

- (leggermente irritato) Certo che lavoro di giovedì

- ...

- (intenerito) Tiziana ? Come no, mi ricordo di lei ! Minutina, con i capelli tutti intrecciati con le perline, che fine ha fatto ?

- ...

- (perplesso) Le porcellane a Frascati

- ...

- (dubbioso) No, sarà un laboratorio famoso ma non lo conosco

- ...

- (contento) Viene anche lei ? Bene, mi fa’ piacere rivederla !

- ...

- (imbarazzato) Su, dai non scherzare ... mi ricordo che è carina

- ...

- Smettila, dai ...

- ...

- (conciliante) Ma si ... non e’ un problema, magari esco un po’ prima, anche se a quell’ora saranno tutti per strada

- ...

- Ma no ! Non ti preoccupare, nessun disturbo, vado io a prendere Tiziana a Frascati

- ...

- Alle sette, va bene

- ...

- Dalle il mio numero, così ci mettiamo d’accordo

- ...

- (imbarazzato) E non prendermi in giro, su ...

- ...

- (tranquillo e sicuro) Ma si che va bene ! Non insistere

- ...

- (curioso) Ma insomma, non mi racconti niente ?

- ...

- Ilaria ?

- ...

- (perplesso) Veramente no, non me la ricordo

- ...

- Ah, si mi sembra ...

- ...

- (stupito e ironico) Un bambino ? Da sola ? ... magari no, magari proprio da sola no

- ...

- (leggermente risentito) Quale facile ironia, mi dici che lo ha fatto da sola, cosa vuoi che ti dica ...

- ...

- (rassegnato) Si, lo so, qualcuna lo fa’

- ...

- (neutro) Ah ... Ah ... a Bracciano

- ...

- (distrattamente) Certo, l’aria e’ più sana per il bambino

- ...

- Ah, proprio in una fattoria

- ...

- Una vita più naturale, a dimensione d’uomo, anche a me piacerebbe ... (si interrompe)

- ...

- Viene anche lei ? Bene

- ...

- (leggermente sconcertato) Con il bambino ! Ma andiamo in quel locale fumoso, non mi sembra un posto adatto ...

- ...

- (rassegnato) Si, d’altronde è lei la madre ...

- ...

- (neutro) Non sa come venire

- ...

- (stupito ed sconcertato) Non ha nemmeno la patente ?!?! Ma io mi chiedo come sia possibile che una persona non ... (si interrompe)

- ...

- (contrariato) Mi sembra comunque una forma di protesta un po’ estrema

- ...

- (titubante) Ma io vado già a prendere Tiziana a Frascati, come faccio ad andare fino a Bracciano ...

- ...

- Ma poi arriviamo tardi ...

- ...

- (leggermente alterato) Certo che posso prendere un permesso, ma insomma, se posso evitare visto che ... (si interrompe)

- ...

- Non c’e’ nessun’altro che ... ? (si interrompe)

- ...

- (rassegnato) E va bene .... allora facciamo che dai anche a Ilaria il mio numero così mi chiama ... (si interrompe)

- ...

- (incredulo) Non la posso chiamare io, non me la ricordo nemmeno e poi non ho il suo numero

- ...

- (leggermente spazientito) No, non ho da scrivere, mandami un SMS con il suo numero

- ...

- No, adesso non ce l’ho una penna

- ...

- (seccato) Non so scrivere sul cellulare mentre parlo con te, ma non mi puoi spedire un SMS ?

- ...

- (rassegnato) Va bene, trovo una penna e poi ti richiamo

- ...

- (rapido) Va bene, no, dopo, ti richiamo dopo e mi dai il numero

- ...

- Non c’è problema, dai

- ...

- Ma si che la vado a prendere io

- ...

- Tranquillo, esco dal lavoro, vado a prendere Tiziana a Frascati e poi passo da Ilaria a Bracciano

- ...

- (allarmato) Prima da Ilaria ? Perché devo passare prima da Ilaria ? A me non conviene visto che lavoro a Fiumicino, preferisco passare prima a Frascati e poi a Bracciano che non ...

- ...

- Perché Tiziana non può prima ?

- ...

- (sconcertato e seccato) Per il corso di porcellane !?! E se manca, per una volta, visto che anche io prendo un permesso per andare fino a ...

- ...

- E che esame sarà mai ! Di porcellane !

- ...

- (risentito) Ma cosa c’entra !

- ...

- No, io non disprezzo nulla

- ...

- Ma cosa c’entra l’università che ho fatto io, certo ...

- ...

- (esasperato) Ancora con questa storia del secchione !!

- ...

- (tagliando corto) Va bene, va bene, facciamo come dici tu

- ...

- No, no, ci vado io a prenderle

- ...

- (rassegnato) Esco dall’ufficio a Fiumicino alle cinque, vado PRIMA a Bracciano a prendere Ilaria con il bambino, POI a Frascati a prendere Tiziana che così può seguire tranquillamente la sua lezione e prepararsi per l’esame, va bene ?

- ...

- Uscire prima delle cinque ? Ma non è necessario, ce la facciamo lo stesso

- ...

- Ma no, non c’è problema, per una volta si può fare

- ...

- (stancamente) Ma si, si, stai tranquillo

- ...

- Certo che và bene il posto, è carino

- ...

- No, non ci sono più tornato, non so se è cambiata la gestione

- ...

- Meglio se è cambiata ?! Certo, non lo so se si sono dimenticati di noi

- ...

- Saranno anche passati due anni, ma erano pure due le vetrate che gli abbiamo mandato in frantumi !

- ...

- Me lo ricordo si !

- ...

- (ironico) Naturalmente ! Un sacco di risate ! DOPO ci siamo fatti un sacco di risate, lì per lì ce la siamo solo data a gambe

- ...

- VOI eravate tutti ubriachi, quel tuo amico ...

- ...

- Si, Federico

- ...

- IO me lo sono caricato, IO l’ho portato al pronto soccorso e sono rimasto lì tutta la notte

- ...

- (un po’ saccente) Tu non te lo ricordi perché te ne sei andato a dormire, ma me lo ricordo io, me lo ricordo

- ...

- (tagliando corto) Eri ubriaco e te ne sei andato a dormire, è lo stesso

- ...

- Certo che era la prima volta che succedeva, perché, se era la seconda cosa ... ?!?! (si interrompe)

- ...

- Si, eravamo clienti, eravamo sempre lì, ma dopo ... (si interrompe)

- ...

- (spazientito) Ma che ci volevano bene ! Andiamo !

- ...

- Ma gli abbiamo sfasciato il locale !

- ...

- E ce ne siamo andati

- ...

- Guarda che forse ci stanno ancora cercando

- ...

- Ti sto dicendo che forse non è il caso che ci torniamo in quel posto

- ...

- Ma Roma è piena di locali !

- ...

- Si, saranno pure i vecchi tempi, ma non possiamo andare da un altra parte ?

- ...

- Si, si

- ...

- (esasperato) A OSTIA !?!?!

- ...

- (incredulo) Ma la città è tanto bella, non potremmo ... (si interrompe)

- ...

- Non c’è il mare, d’accordo ma che ci facciamo con il mare di notte a marzo ?

- ...

- Non sono io che sono sempre il solito, sei tu che ... (si interrompe)

- ...

- Il pesce buono ? Ma anche a Roma ci sono tanti locali che ... (si interrompe)

- ...

- Va bene, va bene

- ...

- No, non voglio creare problemi

- ...

- Tanto da Frascati mi lancio sul raccordo anulare e arrivo in un attimo ad Ostia

- ...

- No ?

- ...

- In centro ?

- ...

- Te e Rodolfo ?

- ...

- Devo venire a prendere te e Rodolfo in centro ?

- ...

- Ma siamo già quattro in macchina !

- ...

- E il bambino ?

- ...

- Ma avranno un seggiolino, qualcosa

- ...

- In braccio, a tracolla, come le zingare

- ...

- Si, d’altronde è lei la madre ...

- ...

- Ma la macchina e’ piccola !

- ...

- E’ sempre quella si !

- ...

- No, non me ne sono comprata una nuova

- ...

- Lavoro perché ho bisogno di lavorare, mica perché mi devo ... (si interrompe)

- ...

- No, ti stavo solo rispondendo

- ...

- (stressato) Si, va bene, va bene, allora, allora, riepilogando, IO mi prendo un permesso, esco dall’ufficio alle quattro, perché devo uscire alle quattro, POI vado a Bracciano a prendere Ilaria con il bambino, QUINDI torno indietro a Frascati a prendere Tiziana, DOPO la lezione di porcellane, POI entro dentro Roma, nel centro e vengo a prendere te e Rodolfo, A QUESTO PUNTO tutti insieme ripartiamo per Ostia dove ci aspetta una magnifica frittura di pesce in riva al mare

- ...

- No, non stavo facendo del sarcasmo

- ...

- Si che ho voglia di venire, non ti vedo da un sacco di tempo, non so nemmeno ... (si interrompe)

- ...

- Va bene

- ...

- Allora restiamo così

- ...

- Il Bancomat ? Ce l’ho sempre con me il bancomat, ma perché me lo chiedi ?

- ...

- Ah ... Rodolfo

- ...

- Hai un debito con Rodolfo da due anni ... quindi ?

- ...

- Certo, sei stato fuori, certo, certo

- ...

- Ma non ci puoi pensare tu ?

- ...

- Ma poi io a te quando ti rivedo ?

- ...

- No, che vuol dire che non mi fido !

- ...

- Io poi più di tanto non è che posso preleva ... (si interrompe)

- ...

- Va bene, dai, va bene lo stesso, adesso trovo il modo di prenderli e ... (si interrompe)

- ...

- Si, si, ci penso io, d’accordo

- ...

- No, non ci sono problemi

- ...

- Si, va bene, va bene, allora, aspetta, ci sono, senti che faccio, mi prendo un permesso, ed esco dall’ufficio alle tre, così ho il tempo di andare in banca per prendere i soldi che devi restituire a Rodolfo, poi vado a Bracciano a prendere Ilaria con il bambino, senza seggiolino, altrimenti in macchina non c’entrate, poi torno indietro a Frascati a prendere Tiziana, carina, con le treccine, dopo la lezione di porcellane, poi punto sul centro di Roma e vengo a prendere te e Rodolfo a casa tua, poi non andiamo nel locale dove abbiamo sfasciato tutto, ma tutti insieme, ripartiamo per Ostia dove ci sta il mare, il pesce e dove ci divertiremo da matti come ai vecchi tempi

- ...

- Va bene ? Sei contento ?

- ...

- Finalmente ! D’accordo !

- ...

- Ci vediamo

- ...

- Si, da te alle sette

- ...

- Va bene

- ...

- Va bene

- ...

- Ciao

- ...

- Si, ciao, ciao, a presto, ciao

- ...

- (chiude la conversazione e si rivolge al pubblico) MA PERCHE’ GLI AMICI, QUANDO SPARISCONO, NON LO FANNO PER SEMPRE ????!?!?!?!?!

 

Fine

 

Nota:

Come spesso succede è la realtà ad ispirare la fantasia. La telefonata originale si è svolta fra Lui, il mio dolce ¼, come ama definirsi, e Paolo, un amico comune che si è effettivamente trasferito negli Stati Uniti ed ogni tanto torna a trovare i suoi vecchi amici. In realtà la conversazione fra i due si è incagliata per buoni venti minuti su di un appuntamento che alla fine non sono riusciti ad organizzare. Tornavano più volte sugli stessi punti perché Paolo non riusciva a risolvere il conflitto fra ‘faccio quello che mi pare e piace’ e ‘pare brutto che faccio quello che mi pare e piace’ cercando di venirne a capo in modo tale che ‘alla fine dobbiamo essere tutti convinti, anche io, che quello che mi pare e piace è la scelta migliore per tutti’. Un meccanismo perverso che Lui nel suo sincero desiderio di accontentarlo, non riusciva a spezzare. Sono intervenuta io minacciandoli perché prendessero una decisione, qualunque questa fosse. Quello che ho scritto ha preso inevitabilmente una piega diversa.

 

Roma 26 settembre 2002